December 2,
2017
The tiny church of La Madonna del Bagno, just outside Deruta, is a country sanctuary built around XVII Century just after a miraculous event of 1657. According to the legend, in the mid 1600s, a Franciscan friar found a broken fragment of crockery on the ground, the base of which was painted with an image of the Madonna and infant Jesus. To avoid it being trodden on by passersby, he wedged it between the branches of a small oak tree along the path. Later, a merchant from Casalina noticed the fragment had fallen again, so nailed it back to the tree.This merchant, Cristoforo di Filippo, returned to the tree just a few years later to commend his wife, desperately ill, to the Virgin Mary and ask for her grace. The miracle occurred, in fact, the merchant, just come home, found the wife cleaning house, in perfect health. From this fact started the cult of the little imagine of Virgin Mary. The couple then commissioned the first votive plaque to give thanks to Maria for her intervention, a tile now almost 400 years old that can still be seen behind the altar of the church. This glass case behind the main altar holds the first votive tile from 1657, together with the famous oak tree. Just months later the first stone was laid to build the church around the site where the oak grew. Once the church was completed, local citizens began commissioning their own tiles to give thanks to the Virgin for her various interventions. Over the succeeding 4 centuries, these tiles gradually began covering the walls and corridors of the sanctuary.
What makes La Madonna del Bagno special is on the inside: more than 600 majolica votive tiles adorn the walls of the church, made by Deruta ceramists on commission of the faithful who received grace. Each one inscribed with the letters PGR (‘Per Grazia Ricevuta’, for grace received) and a scene depicting various misfortunes and illnesses that have been resolved due to Virgin Mary’s intervention. The base of the cupola is ringed with tiles too.
SANTUARIO DELLA MADONNA DEL BAGNO
La Madonna del Bagno è un piccolo santuario popolare nato, attorno al XVII, a fianco di una sorgente d’acqua sulfurea nei pressi di Casalina (Deruta). ‘Una delle più fresche ridenti gemme dell’Umbria sebbene poco conosciuta’ la definì il suo rettore don Antonio Santantoni Menichelli. Secondo antiche narrazioni, la chiesa nacque a seguito di un ‘evento prodigioso’ datato 1657, che racconta come Cristofono di Casalina, mercante la cui moglie si trovava in fin di vita, ricevette la prima grazia. In realtà la leggenda ha origine circa un decennio prima, con esattezza nel 1643, quando un frate francescano ‘scarpante’ (che portava le scarpe per l’appunto, distinguendosi dagli ‘scalzi’ e dagli ‘zoccolanti’), passando per un sentiero di Colle del Bagno, scorse a terra una tazzina, di quelle che i viandanti erano usi portarsi appresso per dissetarsi alle fontane o ai ruscelli. Il frate si accorse che nel fondo vi era dipinta una piccola immagine della Vergine col Bambino così, mosso da devozione, la raccolse e la collocò tra i due rami di una quercia ancora giovane perché l’immagine sacra fosse riverita dai passanti. Col tempo, però, la tazza subì molte cadute e del coccio non rimase che l’interno con la sola immaginetta sacra. Fu così che nell'anno 1657 il sopracitato mercante Cristofano la trovò e, mosso da fede profonda mista a disperazione per lo stato di salute in cui riversava la moglie, si raccomandò alla Madonna. L’uomo fu, così, il primo a sperimentare il potere taumaturgico della Sacra Immagine poiché, non appena fece ritorno a casa, trovò la moglie completamente guarita. Da tale evento prese il via il culto della piccolissima immagine della Madonna detta ‘del bagno’ dal nome del luogo in cui avvenne il primo prodigio, Colle del Bagno.
Al santuario si giunge attraverso una splendida scalinata in mattoni rossi, piuttosto ripida, che sale verso la chiesetta. Entrando si rimane stupiti dal numero di formelle in maiolica che ricoprono quasi per intero le pareti; se ne contano circa 800 e si tratta di ex voto provenienti quasi interamente dalla limitrofa cittadina di Deruta, capoluogo del comune e centro di antica e gloriosa tradizione ceramica.
La basilica si presenta come edificio rivestito semplicemente di mattoni, la porta d’ingresso è sormontata da un architrave in pietra serena (arenaria) recante lo stemma dell’abbazia benedettina con la scritta “D. MARIAE BALNEI”. L’interno presenta una struttura a tre navate, ognuna delle quali sormontata da volta. Al centro, una piccola cupola di appena 4 metri di diametro, tutta contenuta tra la volta e il tetto, non manca di stupire l’osservatore che, dall'esterno, non ne sospetta minimamente l’esistenza. Il bel pavimento in cotto ne riproduce, in pianta, le misure. L’altare maggiore, interamente dorato, è un nobile esempio dell’arte barocca.
Fonte testo / Text source: http://www.scuoladarteceramica.com/


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