December 3,
2018
The work belonged to the fabulous collection of the Marquis Campana; in 1857, the Pontifical State condemned Campana for the embezzlement of public funds and the collection was seized and sold. An important part of the collection was bought by Tsar Alexander II in 1861, and now the painting is kept in the very prestigious Hermitage Museum in St. Petersburg (Russia).
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> Sebastiano era un soldato romano che prestò servizio nella guardia privata dell'imperatore Diocleziano (284-305). Per la sua fede negli insegnamenti di Cristo l'Imperatore lo condannò a morte; fu portato fuori, legato ad una colonna e trafitto di frecce. I maestri italiani della pittura hanno spesso raffigurato Sebastiano seminudo e a figura intera, il suo corpo trafitto da molte frecce; invece, in questo dipinto (olio su tavola, 53,3×39,5 cm, databile al 1493 circa) il Perugino mostra Sebastiano a mezzo busto, rivelando la sua perfetta padronanza della modellazione di luci e ombre. La meravigliosa faccia di Sebastiano non esprime sofferenza ma nel suo sguardo elevato al cielo c'è solo una preghiera riflessiva, a conferma che la drammaticità era estranea all'opera del Perugino. Nella rotazione della testa si scorgono anche, particolare unico nella serie dei San Sebastiano del pittore, i denti che affiorano dalla bocca appena dischiusa. Sulla freccia infissa sul collo del santo l'artista dipinse il suo nome in lettere d'oro.
L'opera apparteneva alla favolosa Collezione del Marchese Campana; nel 1857, lo Stato Pontifico condannò il Campana per malversazione di fondi pubblici e la collezione fu sequestrata e venduta. Una parte importante della collezione fu comprata, nel 1861, dallo Zar Alessandro II, ed ora il nostro dipinto è custodito nel prestigiosissimo Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo (Russia).


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