Places and products of excellence in Umbria, Italy
> Giacomo Ranghiasci (Gubbio-Perugia-, 1754/1838), a wealthy canon and lover of the fine arts, left an important collection to his nephew Francesco. In order to safeguard the integrity of the collection, Giacomo had a special clause added to his will that prevented the sale of the inheritance, in particular of "cadres of whatever sort, of little or much price". The collection was placed in the family palace that dominates, with its size and the beautiful neo-classical façade, the Piazza Grande of Gubbio. Francesco integrated the collection inherited with new and precious pieces that made the Ranghiasci collection one of the richest and most visited nineteenth-century collections in Umbria, rich above all in the 13th and 14th century Umbrian panels of Rimini. It consisted of over 500 paintings (along with porcelains, medals, statues, archaeological finds) distributed in 16 rooms on the main floor of the building. The dispersion of the collection began a few years after Francesco's death.
Following inherited disputes, in 1882 the entire collection was put up for sale in a large judicial auction held in Gubbio, within the same Palazzo Ranghiasci. This auction and the purchases that followed in the following years marked the end of one of the most important episodes in the history of Umbrian collecting.

In this first post dedicated to the Ranghiasci Collection, the painting by Pietro da Rimini is presented (unknown are the dates of birth and death of this artist from Rimini whose activity is documented between 1324 and 1338) "Deposition of Christ from the Cross" ( table of 45 x 35 cm, painted around 1330). It is a representation with strong dramatic tones, characterized by a hue of precious and vivid colors. The work, sold at auction in 1882, has been exhibited since 1920 at the Louvre Museum in Paris (France).
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> Giacomo Ranghiasci (Gubbio (Perugia), 1754/1838), facoltoso canonico e amante delle belle arti, lasciò in eredità al nipote Francesco una importante collezione. Per salvaguardare l’integrità della collezione, Giacomo fece aggiungere una clausola speciale al suo testamento che impediva la vendità dell’eredità, in particolare dei “quadri di qualunque sorta siano, di poco o di molto prezzo”. La collezione fu collocata nel palazzo di famiglia che domina, con la sua mole e la bella facciata neo-classica, la Piazza Grande di Gubbio. Francesco integrò la collezione ereditata con nuovi e preziosi pezzi che resero la collezione dei Ranghiasci una delle collezioni ottocentesche più ricche e visitate dell’Umbria, ricca soprattutto di tavole riminesi del Trecento e umbre del Quattrocento. Essa consisteva di oltre 500 quadri (insieme a porcellane, medaglie, statue, reperti archeologici) distribuiti in 16 stanze del piano nobile del palazzo. La dispersione della collezione iniziò pochi anni dopo la morte di Francesco. A seguito di controversie ereditarie, nel 1882 l’intera raccolta fu messa in vendita in una grande asta giudiziaria tenutasi a Gubbio, all’interno dello stesso Palazzo Ranghiasci. Tale asta e gli acquisti che si susseguirono negli anni successivi segnarono la fine di uno dei più importanti episodi nella storia del collezionismo umbro.

In questo primo post dedicato alla Collezione Ranghiasci, si presenta il dipinto di Pietro da Rimini (ignote sono le date di nascita e morte di questo artista riminese la cui attività è documentata tra il 1324 ed il 1338) “Deposizione di Cristo dalla Croce” (tavola di cm 45 x 35, dipinta intorno al 1330). Si tratta di una rappresentazione dai forti toni drammatici, caratterizzata da una tonalità di colori preziosa e vivace. L’opera, venduta all’asta nel 1882, dal 1920 è esposta al Museo del Louvre di Parigi (Francia).

 

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