August 29,
2018
Also called Rocca degli Alberici, it stands in a position of great scenic beauty.
It is a suggestive castrum (fortified village) of the mountain, developed at the end of the XIV century and placed a short distance from the ancient Via della Spina, about 18 km from Spoleto.
In 1490 Alliano (this name was official until the end of the nineteenth century, derives from Allianum or Aglanum) was part of the district Spoletino.
Agliano extended its historical-political importance to be considered the "Sentinel" Spoletina of the territories in the North-East.
He rebelled in vain in Spoleto in 1522, together with other mountain castles, but was immediately brought back to obedience.
A few years later the community statutes (XVI century) were issued, consisting of five paper books, written in Latin and in the vernacular, bearing the "approvals of the prior of Spoleto from 1598 to 1793 and reforms from 1600 to 1627", now preserved at State Archives of Spoleto.
The village was incorporated into the municipality of Postignano at the end of the 18th century.
The small community then passed through the brief experience of the Roman Republic and the Napoleonic government, then as an autonomous administration, until at the time of the administrative reorganization of the restored papal government, it was attributed to the Municipality of Sellano, of which it became a member (Pio VII's motu proprio 6 July 1816).
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> AGLIANO (1030 mt. s.l.m.) è una frazione del Comune di Campello sul Clitunno localizzata lungo lo spartiacque montuoso che separa la Valle Umbra meridionale dalla Valnerina.
Detto anche Rocca degli Alberici, sorge in posizione di grande bellezza paesaggistica.
È un suggestivo castrum (borgo fortificato) della montagna, sviluppatosi sulla fine del XIV secolo e posto a breve distanza dal tracciato dell’antica Via della Spina, a circa 18 km da Spoleto.
Nel 1490 Alliano (questo nome era ufficiale sino alla fine del XIX secolo, deriva da Allianum o Aglanum) risultava appartenere al distretto spoletino.
Agliano estese la sua importanza storico-politica sino ad essere considerata la “Sentinella” spoletina dei territori a Nord-Est.
Si ribellò invano a Spoleto nel 1522, assieme ad altri castelli montani, venendo però subito ricondotto all’obbedienza.
Pochi anni dopo si dette gli statuti comunitari (secolo XVI), costituiti da cinque libri cartacei, scritti in latino e in volgare, recanti le “approvazioni dei priori di Spoleto dal 1598 al 1793 e riforme dal 1600 al 1627“, ora conservati all’Archivio di Stato di Spoleto.
Il paese fu incorporato nel comune di Postignano alla fine del XVIII secolo.
La piccola comunità attraversò poi la breve esperienza della Repubblica romana e del governo napoleonico, poi come amministrazione autonoma, finché al momento della riorganizzazione amministrativa del restaurato governo pontificio, fu attribuita al Comune di Sellano, di cui divenne appodiato (motu proprio di Pio VII del 6 luglio 1816).


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