June 22,
2018
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> La VILLA DEL BOCCAGLIONE o Bucaione, è situata in località Passaggio, nella pianura che si estende ai piedi del colle di Bettona, in un ambito pianeggiante dove il fiume Chiascio e il Topino mescolano le loro acque poco prima di confluire nel Tevere. Punto di cerniera tra la valle Tiberina e la Valle Spoletana, al tempo della sua massima floridezza, sicuramente da questo luogo lo sguardo poteva percorrere libero un orizzonte vastissimo che comprendeva, oltre a Bettona posta sul colle di fronte, anche Perugia, Assisi e Spello. Fu costruita nella seconda metà del settecento forse su un preesistente edificio risalente a due secoli prima, dall’antica famiglia bettonese dei Crispolti; passò poi alla famiglia perugina degli Arcipreti della Penna, quindi alla famiglia bettonese dei Bianconi e da questa alla famiglia Iraci Borgia Mandolini. Nel 1993 fu acquistata dal Ministero BB. CC. AA (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo). Sconosciuto è il nome dell’architetto che ne curò la progettazione, anche se alcune caratteristiche la riconducono all’area culturale del Piermarini. La villa è costituita da un grande corpo centrale a due piani e da vari annessi, tra questi la piccola ma pregevole chiesa risalente alla seconda metà del sec. XVII, collegata con un passaggio pensile al livello del piano nobile della residenza. Forse proprio la estrema visibilità del complesso, collocato al centro di una vasta proprietà terriera, indirizzò l’architetto ideatore, verso una configurazione del tutto originale che vede la convivenza del modello di villa suburbana con quello di villa urbana provvista del suoi giardini quale luoghi designati per l’otium. Nella villa urbana il giardino è solitamente cinto da alte mura che segnano una netta separazione con il resto della città; anche la villa Boccaglione, nonostante si collochi in aperta campagna, si richiude su se stessa cingendosi di mura, segnando quindi una netta separazione con il territorio agricolo, quasi a testimoniare l’intento dei proprietari di affermare la propria nobiltà analoga alla nobiltà cittadina. La severa espressione architettonica della monumentale villa caratterizzata da motivi settecenteschi, nell'ondulato gioco della facciata, già terminata da un attico, è movimentata dalla grande scalea ad emiciclo attraversata dall'asse del viale centrale che prosegue nei giardini retrostanti.


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