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> The thousand-year history of the PETROIA CASTLE
- There are three buildings inside the fortress walls:
1) Medieval Tower: original with its amazing top terrace.
2) Castellare Maggiore: the main structure, where the Noble family apartments were.
3) Castellare Minore “the smaller building”: where the guardians of the Castle used to live.

The origins of Castello di Petroia are to be found in the year 1072, when the independent town of Gubbio built castles to protect its territories.

In 1384 the Count of Montefeltro occupied Gubbio and became both the Lord of the city and the Castle. 30 years later the Castle was sold to the Accomanducci family.

On 7th June 1422 the young Elisabetta degli Accomanducci gave birth to Federico da Montefeltro, the famous Duke of Urbino and one of the most important Italian Renaissance warlords.

Castello di Petroia had different owners over the centuries. Many famous families lived here:

In 1396 the Count Galasso da Montefeltro bought the Castle and the lands of Petroia.
In 1414, Matteo degli Accomanducci from Urbino purchased Petroia.
In 1458 Elisabetta degli Accomanducci inherited the entire property and received feudal titles that remained in the family for three generations.
In 1487 Guidubaldo da Montefeltro gave the castle and its lands to Alessandro Reggeri from Canossa. The property remained in the hands of his family for 4 generations.
In 1617 Camilla di Canossa, who had no children, donated the Castle to Monte di Pietà of Reggio Emilia (a mortgage institution for charity).
In 1629 Monte di Pietà sold the Castle to the Ugolini family.
From 1823 on, the Castle and its lands belonged to the Benveduti family (marquises of Gubbio).
In 1925 (on Good Friday) the whole property was bought by David Sagrini and 20 years ago, Carlo Claudio Sagrini turned it into “Castello di Petroia relais”.

- THE SAGRINI FAMILY
On Good Friday in 1925 the Castle and its lands were bought by the Sagrini family (David Sagrini). The Castle becomes the base of the Farm and one of the first breeding centers of Calian breed of Chianina.
Between 1982 and 1990 the great restoration works of the Castle were placed to make it a modern receptive structure.
The idea of Carlo Claudio Sagrini (Niece of David) to make an ancient castle among nature a charming dwelling, years before the advent of "rural" tourism, is farsighted. The work is long and complex; the goal (achieved) is to keep intact and visible all the signs of the millennial history of the Castle despite the comforts of a modern hotel
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>La millenaria storia del CASTELLO DI PETROIA
- Tre sono gli edifici all’interno delle mura:
1) La Torre medievale: svetta a 15 metri d’altezza l’antico baluardo che il comune di Gubbio innalzò nel XII secolo a difesa della sua indipendenza. Oggi al suo interno è stata ricavata una particolarissima camera, con terrazza con vista a 360° sulle valli di Petroia.
2) Il Castellare Maggiore: qui a partire dal XIV secolo hanno soggiornato tutti Signori di Petroia. Ed è qui che molto probabilmente nacque da Elisabetta degli Accomanducci, Federico da Montefeltro, futuro Duca di Urbino.
Qui si trovano il ristorante, la sala colazione, il ricevimento, la libreria e 9 suite.
3) Il Castellare Minore: dove era solito risiedere il guardiano del Castello e la sua famiglia, trovavano luogo qui anche la scuderia e le stalle. Oggi l’edificio ospita interamente camere e suite.
L’origine del Castello di Petroia va collocata tra il IX e X secolo, quando i grandi Comuni come Gubbio, costituirono a difesa del territorio circostante centri fortificati e Castelli.

E’ certa l’esistenza di Petroia nel 1072, come appare su un antico documento, dove “mansum in curte Petroij” viene donata. Un atto notarile del 1171 conferma l’esistenza della “curtis Petroij.

- I MONTEFELTRO AL CASTELLO DI PETROIA
Petroia dal 1396 per quasi cento anni fu sotto la protezione dei potenti Duchi di Montefeltro i quali spinsero i loro possedimenti fino al Castello di Petroia, feudo più meridionale del Ducato di Urbino.

In questo Castello nacque il 7 Giugno 1422, Federico, il più noto dei Montefeltro; ma ecco come andarono le cose
Nel 1396 il Conte Galasso da Montefeltro acquisto il Castello di Pertroia e tutte le sue terre.
Nel 1414, Matteo degli Accomanducci da Urbino acquistò Petroia.
Il 7 giugno 1422 nasce a Petroia dalla giovanissima Elisabetta degli Accomanducci, nipote di Matteo, Federico da Montefeltro. Elisabetta, dama di compagnia della contessa Rengarda, ebbe questo figlio in tenera età da una relazione adulterina con il marito di lei, Guidantonio da Montefeltro. Dalla severa ed aspra Petroia ha inizio l’affascinante vicenda di un uomo che segnerà il XV secolo italiano.
Nel 1458 Elisabetta deli Accomanducci ereditò l’intera proprietà e ricevette il titolo feudale che rimase nella stessa famiglia per tre generazioni.
Nel 1487 Guidubaldo da Montefeltro (Figlio di Federico) diede il Castello e le sue terre ad Alessandro Reggeri da Canossa.

- DAL XVII AL XIX SECOLO
Nel 1617 Camilla di Canossa, restata senza figli, donò il castello all’istituito Monte di Pietà di Reggio Emilia.
Nel 1629 l’istituto Monte di Pietà vendette il Castello alla famiglia dei Conti Ugolini.
Nel 1797 le truppe napoleoniche occuparono Gubbio, i piccoli comuni vennero soppressi. Petroia entrò a far parte del dipartimento del Metauro. Caduto Napoleone, Papa Pio VII stabilì che i piccoli comuni, con il nome di “Comuni appodiati” si aggregassero ad un Comune maggiore. Petroia divenne comune appodiato di Gubbio e tale restò fino al 1837.
Dal 1823 in poi, il Castello e tutte le sue terre passarono alla famiglia Benveduti (marchesi di Gubbio).

- LA FAMIGLIA SAGRINI
Il Venerdì Santo nel 1925 il Castello e le sue terre vengono acquistate dalla famiglia Sagrini (David Sagrini). Il Castello diventa la base dell’Azienda agricola ed uno dei primi centri di allevamento di Vitelli di razza Chianina.
Tra il 1982 e il 1990 si collocano i grandi lavori di recupero del Castello per renderlo una moderna struttura ricettiva.
Lungimirante è l’idea di Carlo Claudio Sagrini (Nipote di David ) di rendere un antico Castello tra la natura una dimora di charme, anni prima dell’avvento del turismo “rurale”. Il lavoro è lungo e complesso; l’obiettivo (raggiunto) è quello di mantenere intatti e visibili tutti i segni della millenaria storia del Castello pur nei confort di una moderna struttura ricettiva

 

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